Poco lontano da Castelluccio di Porretta Terme, lungo la strada che da Pennola conduce al Santuario di Madonna del Faggio, alle pendici del Monte Tresca, si trova il piccolo borgo di Tresana (930 m), conosciuto e apprezzato per la caratteristica edilizia montanara. Le abitazioni qui sono state costruite alcuni secoli fa con pietra locale.
L’intera borgata è circondata da castagni verdi e maestosi e da centinaia di ortensie dai colori vari e multiformi.
Alcuni di questi castagni sono secolari, come quello situato lungo il sentiero CAI 147, facente parte del “Castagneto del Bosco” impiantato a inizio del XVIII secolo dalla famiglia Franci di Tresana all’Alpe, oggi classificato quale albero monumentale della Regione Emilia-Romagna (cfr. “Memorie di Giganti verdi” – Il racconto degli Alberi Monumentali d’Italia dell’Emilia-Romagna, a cura di Rosella Ghedini e Carlo Tovoli. Bononia University Press, 2021).
La specie del castagno è probabilmente originaria dell’Europa orientale e dell’Asia Minore; diffusa nella maggior parte dell’Europa è ormai considerata autoctona in Italia e viene associata all’immagine tradizionale del nostro paesaggio montano. Giunse in Italia verso il II secolo a.C. per opera degli antichi Romani che consumavano i suoi frutti ottenendone farine, utilizzate per ministre o per il pane, ma anche nella forma in cui le mangiamo ancora oggi, le caldarroste (fonte: “Memorie di Giganti verdi, cit.).

